Home


Roberto Clemens Galletti di Cadilhac - Biografia


Nacque a Torre San Patrizio, nel San Venanzo, il 29 Dicembre 1879 Il padre Arturo, garibaldino e colonnello di artiglieria, deputato per molte legislature; la madre Margaret Collier era figlia dell'eminente uomo di stato inglese Lord Monkswell.

Fece i suoi studi a Roma, dove si laureò in ingegneria. Dal 1902 lavorò saltuariamente per Compagnia Marconi, e nel 1906-1907 ideò un singolare metodo per aumentare l'efficienza delle transmissioni radiotelegrafiche.

Nelle emittenti usate dai pionieri della telegrafia senza fili (TSF), le scintille hertziane irradiavano impulsi elettromagnetici energici ma brevi, e distanziati nel tempo.  Si richiedeva la generazione di onde persistenti, per aumentare la velocità di trasmissione, per migliorare la sintonia dei radioapparati, per trasmettere i suoni.  Utilizzando una ingegnosa simmetria stabilita tra le connessioni di un insieme di circuiti di scarica, il poteva alimentare l'antenna con una successione di scintille contigue nel tempo e cicliche.  L'oscillazione elettrica risultante non era priva di armoniche, ma era persistente; e il collaudo del 1911 a Lione ebbe successo.

Il fisico Quirino Majorana a quel tempo direttore dell'Istituto Superiore Postale Telegrafico, indirizzò al suo ministro un lusinghiero rapporto che introdusse definitivamente il Galletti nell'élite della TSF.

La inventore costituì nel 1912 la sua Compagnia con il concorso della  più solida finanza inglese, e del proprio patrimonio.  In quell'anno Majorana sperimentò la potenzialità del Sistema Galletti nel campo, a lui ben noto, della radiotelefonia.

Ma quando, nel 1913, il trionfo di L. De Forest dimostrò la sua capacità di generare onde persistenti e sinusoidale, il Majorana fu tra i primi ad adottare le valvole termoelettroniche, che avrebbero causato la scomparsa della TSF a scintilla.

Nel 1913 il Galletti siglò con il Ministero delle Poste francese l'accordo per la costruzione della emittente transatiantica di Leschaux, in Savoia. L'inventore italiano operò in Francia a causa del monopolio esercitato in patria, sulle attività radiotelegrafiche, dalla Compagnia Marconi.

La Francia, come la Germania e gli USA si opponeva in sede internazionale al monopolio delle compagnie del Gruppo Marconi sulle radiocomunicazioni nell'Atlantico. L'Amministrazione francese delle Poste affidò al Galletti anche progettazione della futura rete radiotelegrafica coloniale, competizione con la più avanzata TSF militare.

Nella stazione di Leschaux furono istallate off o dinamo da 50 KVA; l'antenna, costituita da un ventaglio di dieci fili lunghi 950 metri, saliva alla sommità della falesia che si erge per 500 metri a picco su Leschaux. La falesia agiva come un riflettore, stazione, infiltrato dalle acque del Rodano, e il suolo della offriva all antenna un ideale presa di terra.

Era una realizzazione esemplare, in stile marchiano: era stato infatti Marconi a promuovere costruzone di antenne gigantesche, convinto che solo onde lunghissime e cariche di energia potessero varcare le più grandi distanze.

La stazione del Galletti emetteva onde di 4000 metri, che nell inverno tra il 1913 e il 1914 furono ricevute nel New Jersey sotto la supervisione dell'eminente radio tecnico della Marina USA L. W. Austin; e si constatò che i segnali erano intensi al punto di `accecare' la stazione della Marconi a Glace Bay, in Canada.

Poco dopo lo scoppio della Grande Guerra, i militari francesi requisirono Leschaux; alle origini della improvvida decisione è forse l'ostilità dei militari verso il servizio radiotelegrafico civile.  Il Galletti tornò in Italia, dove lavorò per qualche tempo alla stazione di Popoli; e nel 1916 fu in Russia per conto delle autorità italiane, a concordare le modalità del collegamento con una stazione zarista.

Nel 1917 scadeva la convenzione tra lo Stato italiano e la Marconi, che intendeva estendere i suoi privilegi alla radiotelefonia.  Il Galletti intervenne con decisione sulla stampa e presso i parlamentari, ma con risultati effimeri.

Nel 1923 ottenne la restituzione dei suoi impianti, doppiamente inservibili perché degradati e sorpassati. Il tracollo finanziario lo angustiò profondamente, ma seppe ancora costruire un radiofaro ad onde cortissime, con il quale nel 1931 guidò il volo di un aereo da Manchester a Bristol.

Mori nella sua casa di Murs, nell'Ain, il 18 Agosto 1932. La sua opera è ricordata in Savoia nel Museo Galletti.


Fonti e Bibl.:
 Archivio Salvadori Paleotti, Fermo
 Museo Galletti, St. Maurice de Rotherens.
 M. Amoudry, Le général Ferrié Grenôble 1995, pp. 134-137;

Home